SBS - Sick Building Syndrome

Sick Building SyndromeIl coronavirus ha accentuato in maniera significativa l'attenzione nei confronti delle condizioni igienico-sanitarie degli ambienti, in particolare degli ambienti di lavoro, ed ai sintomi riconducibili alla Sick Building Syndrome o Sindrome dell'Edificio Malato.

Riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1983, la Sick Building Syndrome (SBS) o Sindrome dell’Edificio Malato è considerata la patologia associata alla permanenza in luoghi di lavoro e di residenza “malsani”.

La Sick Building Syndrome raggruppa una serie di disturbi legati a quegli aspetti del microclima cui sono regolarmente esposte le persone che trascorrono la maggior parte del loro tempo in ambienti “confinati”.

I primi studi risalgono agli anni ’70 quando si manifestarono casi di malattie polmonari – alcune letali come la legionellosi – in edifici dotati di impianti di condizionamento dell’aria (1976 – epidemia di legionellosi al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia).

Oggi il discorso può essere esteso ai sintomi della infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV2.

Si calcola che nella nostra società si trascorre circa il 90% del proprio tempo (il 30/40% di questo tempo lo si trascorre nei posti di lavoro) in luoghi chiusi – spesso sovraffollati – come uffici, scuole, centri commerciali, strutture sanitarie, residenze per anziani, negozi, sale conferenze, che possono essere contaminati dalla presenza eccessiva di agenti inquinanti aerodispersi a causa delle scarse condizioni igieniche dei sistemi di trattamento dell’aria e degli impianti non regolarmente sanificati.

Paradossalmente anche strutture ludico-ricreative come ristoranti, alberghi, palestre, discoteche, ludoteche, sale giochi, cinema, possono essere interessate a questo fenomeno.

Con Sick Building Syndrome si suole descrivere quella situazione in cui le persone lamentano, negli ambienti chiusi, in particolare quelli lavorativi, un generico stato di malessere – senza una ragione apparente – e sintomi

  • di tipo nervoso: mal di testa, capogiri, nausea, difficoltà di concentrazione, stanchezza, prostrazione, facile irritabilità, sonnolenza, ridotta capacità lavorativa
  • di tipo oculare: secchezza oculare, eccessiva lacrimazione, congiuntiviti, bruciore, difficoltà a mettere a fuoco, stanchezza oculare;
  • di tipo respiratorio: tosse, aumento delle secrezioni nasali, bruciore, respiro pesante, asma, affanno;
  • di iperattività aspecifica: eruzioni cutanee, eritemi, pruriti, alterazione del gusto e dell’olfatto;

che - se sottovalutati - possono evolvere in patologie più gravi - specie se accompagnate da stress – che possono diventare croniche e pregiudicare significativamente le prestazioni lavorative e la salute stessa del lavoratore.

Generalmente si parla di SBS quando almeno il 30% degli occupanti dell’edificio manifesta sintomi comuni attribuibili a cause non evidenti.

Va evidenziato che la maggior parte dei sintomi legati alla Sick Building Syndrome si attenuano e scompaiono una volta abbandonato l'edificio; patologie più significative legate ad infezioni (legionella, coronavirus) sono decisamente più complesse e richiedono segnalazioni alle autorità sanitarie, trattamenti sanitari dei pazienti e l'adozione di precise misure di contenimento.

Queste problematiche rappresentano un costo significativo in termini di calo della produttività, sono una delle principali cause delle assenze sul lavoro (si stima siano la causa del 40% delle assenze dal lavoro) e sono fattore di ingenti perdite economiche per lo stato e per i cittadini.

Ne consegue quanto sia fondamentale garantire standard in grado di prevenire o arginare il problema.

Il D.Lgs 81/2008 – meglio conosciuto come Testo Unico sulla Sicurezza in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro – obbliga il datore di lavoro a preservare la salute dei propri dipendenti, intervenendo a correggere e modificare quei fattori che rendono il lavoro improduttivo e poco salubre.

 

Gli agenti inquinanti possono essere:

  • di origine umana: produzione di anidride carbonica con la respirazione, animali domestici, fumo di sigaretta, cibi e bevande;
  • di origine interna: detergenti, profumi per ambiente, videoterminali, fotocopiatrici/stampanti, composti organici volatili, residui di combustione, fornelli a gas, stufe, camini, mobili, moquette, tappeti, termoconvettori, splits, amianto, polvere, antiparassitari, antitarme, sistemi idrici d’irrigazione, condizionamento, riscaldamento;
  • di origine esterna: aria, smog, polvere, radon.

A loro volta posso essere classificati in:

  • inquinanti di tipo chimico: formaldeide, benzene, monossido di carbonio, anidride carbonica, amianto, anidridi di azoto e zolfo, idrocarburi, solventi, miscele (la maggior parte di questi agenti di tipo chimico sono tossici  o molto tossici, irritanti se non addirittura classificati come cancerogeni dall’IARC)
  • inquinanti di tipo biologico: virus, batteri, funghi, acari, pollini, muffe
  • inquinanti di tipo fisico: radiazioni UV, radiazioni ionizzanti, radiazioni elettromagnetiche, temperatura, umidità, rumore

 

Come si può intervenire sul microclima?

  • Pulizie accurate degli edifici con detergenti non tossici/nocivi meglio se affidate a professionisti del settore
  • Frequenti interventi di sanificazione
  • Controlli periodici dei sistemi di ventilazione ed aspirazione, UTA, canalizzazioni aerauliche, filtri HEPA, termoconvettori, splits
  • Garantire la corretta ventilazione, temperatura e tasso di umidità dell’aria
  • Evitare il sovraffollamento degli uffici (la produzione di anidride carbonica con la respirazione)
  • Evitare o mantenere puliti elementi che trattengono polvere
  • Relegare le stampanti e fotocopiatrici in aree ben ventilate
  • Evitare il fumo di sigaretta
  • Non andare al lavoro se si è influenzati

Per un approfondimento sulla legionellosi potete consultare il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute.

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